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71°

Balabà siede sulla poltrona e guarda il muro davanti a sé senza vederlo. Vede un bosco nel cuore di agosto, lo percorre lentamente, posando quasi cauto i piedi tra i cespugli di mirtillo, alla ricerca di una testa di porcino o di una distesa di finferli, si augura di avere fortuna e di cucinare una cena il cui profumo riempirà la casa. Vede un sentiero subito ripido tra gli alberi e i cespugli che coprono il colle, una stretta scia diritta di secca terra rossastra, sulla quale cammina lentamente, guardando la polvere posarsi densa sulle scarpe e sui calzoni di velluto e respirando i profumi dell’autunno. Vede l’erba calpestata, rinsecchita al centro della sommità dell’argine che percorre piano nel sole dell’estate, osservando l’acqua bassa scorrere lenta tra le rive, visibile solo a tratti tra la fitta vegetazione le cui foglie un vento tenue fa ondeggiare. Vede qua e là un po’ di terra nera sotto la spessa neve calpestata da altri prima di lui, fitti gli abeti che impediscono al sole ...

70°

Balabà posa le monete e prende il Corriere pensando a quando lo aprirà. L’edicola è una piccola baracca di legno dipinto di verde, incassata in un angolo del palazzo del tribunale. Moglie e marito in camice nero, piccoli e anziani, gli sorridono e lo salutano quando si avvicina, lei entra per prendere il Corriere che poi gli porge ancora sorridendo. Lui ricambia il sorriso e si avvia verso casa nel calore dell’estate. L’edicola è vicina alla scala che scende verso le gallerie della metropolitana. Il vecchio di colore ormai lo riconosce e prende il Wall Street Journal dalla pila addossata come altre alla parete screpolata in cui appare qua e là un po’ delle assi di legno. Gli porge cinque dollari e prende il resto sorridendo. Lo saluta e si avvia verso il treno. L’edicola è un piccolo negozio con un’ampia finestra affacciata sulla strada, nella quale sono posati ordinatamente quotidiani e settimanali. Prende Corriere, 24 Ore e Panorama uscito quel giorno, osservando la copertina che luc...

69°

Balabà si allunga sotto le coperte e si chiede se sognerà e se sognerà l’alba. Sognerebbe il sorgere del sole dalla finestra della sua camera, nel primo giorno di vacanza natalizia, contento e insieme confuso dal farsi di ore diverse da quelle delle settimane precedenti, in cui doveva prepararsi in fretta per la scuola, dove vivere momenti anche belli. Sognerebbe il sorgere del sole fuori dalla tenda, dove siede sull’erba, non riuscendo più a dormire nel caldo dell’estate greca. Lo vedrebbe salire nel cielo azzurro, di una limpidezza quasi accecante, e riflettersi via via meno rosso sulla distesa del mare calmo. Sognerebbe il sorgere del sole lasciandosi alle spalle le luci dell’albergo e camminando nel buio ancora adagiato sulla metropoli equatoriale; in pochi minuti avrebbe sparso i suoi raggi, disperso l’oscurità e illuminato un vecchio edificio coloniale, il passato. Sognerebbe il sorgere del sole nel gelo del mattino invernale, accompagnando il piccolo Doc alle prime pipì del gior...

68°

Balabà ricorda gite scolastiche, momenti lontani nella memoria. Ricorda il treno che da Tirano saliva al Bernina, percorreva curve e ponti su valli rocciose, ancora il candore della neve alta nella primavera sembrava schiudersi davanti ai vagoni rossi dai quali come tutti guardava a occhi spalancati lo splendore delle montagne. Ricorda il lago di Como, camminava sulla riva davanti alle vecchie case di un piccolo paese manzoniano, osservando l’acqua distesa sotto il sole tiepido di Aprile a mezzogiorno, sulla quale ondeggiavano due barche di legno con sottili archi che univano i due bordi. Ricorda il Gran Sasso ergersi maestoso, quasi prepotente, sopra la distesa verde di prati sotto un cielo grigio di nubi da cui cadeva una pioggia tenue e rada, qua e là ancora chiazze di neve che avrebbe visto volentieri riflettere la luce del sole. Ricorda la spiaggia di Malaga nella notte limpida, con un bottiglia di birra tra le dita, davanti a un falò che attenuava un po’ il riflettersi della luna...

67°

Balabà ferma la riproduzione del film e il tempo residuo è 7.07, numero che gli fa ricordare i Boeing. Il 707 si lascia alle spalle Parigi, lo porta verso Los Angeles, verso l’America che ha tante volte immaginato di vedere, lunghe ore di volo, una notte breve nella cabina piena di fumo e di fiati. Infine l’alba, il rossore del cielo sulla città distesa oltre il finestrino, il sogno infine realtà nella città dove si celebra la fantasia. Il 727 si ferma prima di avviarsi al decollo per un problema a un motore; nessuna paura per questo, molta rabbia per i minuti che lo allontanano dall’atterraggio a San Francisco, che infine lo accoglie in una densa nebbia, oltre la quale intravvede appena, comunque emozionato, il Golden Gate, i grattacieli, la baia immensa. Il 747 supera le montagne e scende deciso verso Kai Tak tra gli edifici anche miseri, formicai che lo deludono, non sono ciò che si era immaginato di vedere arrivando a Hong Kong, ansioso di conoscere quella città di cui aveva letto ...

66°

Balabà sogna la campagna a occhi aperti e pensa alla dolcezza e alla forza della terra. Si schiude spinta dai germogli di granoturco che si aprono la strada nella sottile crosta di un marrone pallido e si offrono al sole, ancora chiusi su sé stessi, di un verde chiaro e luminoso, luccicano   rare nel sole gocce di rugiada. Si apre quasi gemendo alle lame dell’aratro che la penetrano in profondità, sollevano e rivoltano lunghe fette rosse, scure e compatte, lucide, che piano cadono sopra le altre e si mutano in zolle grandi e nodose, ignare di come si disferanno nel gelo. Si inaridisce nel calore torrido dell’estate, si apre in fessure che s’inseguono e s’incontrano disegnandosi come rami di innumerevoli alberi secchi, una foresta ai piedi delle piante di mais e di soia, attorno alle barbabietole e sotto ciò che resta del grano trebbiato. Si offre a una pioggia intensa, avida di ogni goccia, lasciandosi percorrere prima in superficie, mutando colore poco a poco, e poi in profondità,...

65°

Balabà spegne la sveglia e torna a distendersi, guarda il soffitto nel buio e cerca nei ricordi la voglia di alzarsi. Ricorda un giorno di vacanza, finalmente lontano da scuola, un po’ gli mancano i compagni, il loro scherzare nelle pause tra le lezioni, ma fra poco lo porteranno al circolo, dove giocherà a tennis, andrà a remare sul fiume, si tufferà nella piscina e non penserà ai compiti. Ricorda un giorno di esame, esce dal pensionato per fare colazione e comprare il giornale, leggere in fretta i titoli sulle elezioni, tornare in camera per fare la doccia e indossare il completo di lino marrone, quello per gli esami in estate, vuole 30. Lo avrà con lode. Ricorda il primo mattino in cui ha dormito con Doc, il pavimento coperto di fogli di giornale per raccogliere la sua urina di cucciolo, si guardano curiosi, lo accarezza e lo guida verso la porta per farlo uscire in giardino, raccoglie la carta e la mette nella spazzatura felice. Ricorda un’alba di settembre, il sole che si alza sul...