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Balabà posa le monete e prende il Corriere pensando a quando lo aprirà.
L’edicola è una piccola baracca di legno dipinto di verde, incassata in un angolo del palazzo del tribunale. Moglie e marito in camice nero, piccoli e anziani, gli sorridono e lo salutano quando si avvicina, lei entra per prendere il Corriere che poi gli porge ancora sorridendo. Lui ricambia il sorriso e si avvia verso casa nel calore dell’estate.
L’edicola è vicina alla scala che scende verso le gallerie della metropolitana. Il vecchio di colore ormai lo riconosce e prende il Wall Street Journal dalla pila addossata come altre alla parete screpolata in cui appare qua e là un po’ delle assi di legno. Gli porge cinque dollari e prende il resto sorridendo. Lo saluta e si avvia verso il treno.
L’edicola è un piccolo negozio con un’ampia finestra affacciata sulla strada, nella quale sono posati ordinatamente quotidiani e settimanali. Prende Corriere, 24 Ore e Panorama uscito quel giorno, osservando la copertina che luccica illuminata dal sole di primavera. Paga e si avvia verso il pensionato, per tornare nella stanza a leggere.
L’edicola è all’interno del bar del paese. La padrona lo accoglie allegramente e lo costringe a chiacchierare mentre prende i due quotidiani, parlano della pioggia di ieri e dell’effetto sulle colture nel torrido luglio. Lei vuole sempre conversare e lui cede un po’ a malincuore, desidera salire sulla bicicletta, tornare a casa e sfogliare il Corriere.
Balabà posa le monete e prende il Corriere pensando a quando lo aprirà. Gesti che ripete da oltre cinquant’anni, il percorso di quasi ogni mattina fin da poco più che bambino. Ricordi che accompagnano il lento ritorno verso casa e fanno sbiadire il pensiero della morte.
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