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Balabà ricorda gite scolastiche, momenti lontani nella memoria.

Ricorda il treno che da Tirano saliva al Bernina, percorreva curve e ponti su valli rocciose, ancora il candore della neve alta nella primavera sembrava schiudersi davanti ai vagoni rossi dai quali come tutti guardava a occhi spalancati lo splendore delle montagne.

Ricorda il lago di Como, camminava sulla riva davanti alle vecchie case di un piccolo paese manzoniano, osservando l’acqua distesa sotto il sole tiepido di Aprile a mezzogiorno, sulla quale ondeggiavano due barche di legno con sottili archi che univano i due bordi.

Ricorda il Gran Sasso ergersi maestoso, quasi prepotente, sopra la distesa verde di prati sotto un cielo grigio di nubi da cui cadeva una pioggia tenue e rada, qua e là ancora chiazze di neve che avrebbe visto volentieri riflettere la luce del sole.

Ricorda la spiaggia di Malaga nella notte limpida, con un bottiglia di birra tra le dita, davanti a un falò che attenuava un po’ il riflettersi della luna sul mare calmo; gli piaceva guardarlo ascoltando distratto le chiacchiere degli altri seduti attorno al fuoco.

Balabà ricorda gite scolastiche, momenti lontani nella memoria, si chiede se li vivrebbe ancora volentieri, se vorrebbe tornare adolescente.

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