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65°

Balabà spegne la sveglia e torna a distendersi, guarda il soffitto nel buio e cerca nei ricordi la voglia di alzarsi. Ricorda un giorno di vacanza, finalmente lontano da scuola, un po’ gli mancano i compagni, il loro scherzare nelle pause tra le lezioni, ma fra poco lo porteranno al circolo, dove giocherà a tennis, andrà a remare sul fiume, si tufferà nella piscina e non penserà ai compiti. Ricorda un giorno di esame, esce dal pensionato per fare colazione e comprare il giornale, leggere in fretta i titoli sulle elezioni, tornare in camera per fare la doccia e indossare il completo di lino marrone, quello per gli esami in estate, vuole 30. Lo avrà con lode. Ricorda il primo mattino in cui ha dormito con Doc, il pavimento coperto di fogli di giornale per raccogliere la sua urina di cucciolo, si guardano curiosi, lo accarezza e lo guida verso la porta per farlo uscire in giardino, raccoglie la carta e la mette nella spazzatura felice. Ricorda un’alba di settembre, il sole che si alza sul...

64°

Balabà percorre la memoria, cerca ricordi sorridenti. Si rivede agli esami della quinta elementare, risponde alle domande quasi senza rendersene conto, la mente è in parte altrove, oltre i volti dei maestri che lo interrogano e le pareti dell’aula percorsa dal sole ormai estivo, pochi minuti e ridendo uscirà di corsa dalla scuola gridando che non vi sarebbe entrato più. Si rivede salire finalmente sull’aereo dopo le discussioni di suo padre con gli addetti che non volevano dargli posto a bordo, separandolo dalla sua famiglia per chissà quale errore dell’agenzia o dell’Alisarda. Sale infine la scaletta e ricambia felice il sorriso della hostess che gli mostra la poltroncina sulla quale vivrà la gioia del primo volo. Si rivede seduto al tavolo di una cena natalizia ormai quasi conclusa, davanti a lui i biglietti della lotteria disposti uno accanto all’altro al posto dei piatti ormai scomparsi, sorseggia un po’ di vino sentendo i numeri che uno dopo l’altro una ragazza estrae dal canestro...

63°

Balabà pensa a quanti silenzi diversi si possono ascoltare, tutti preziosi. Ascolta il silenzio fumando una sigaretta appoggiato al muro sul retro del centro commerciale, guardando i campi stesi sotto la neve che cade fitta e lenta, a tratti resa un turbinio da una raffica di gelido vento che lo avvolge, sorride al taciturno inverno canadese. Ascolta il silenzio fumando un sigaro sul terrazzo dell’albergo nel cuore di una notte d’estate, osserva il Latemar illuminato dalla luna nel cielo limpido, in certi istanti sfavillante come le stelle sparse nel blu denso, il sorriso svanisce sentendo le risa salire dal bar. Ascolta il silenzio fumando un sigaretta mentre cammina in un tratto di spiaggia deserta del Lido, lontano dalle sdraio e dai capanni dell’Excelsior e dalle persone che si offrono al sole o gli si nascondono, parlando tra loro o leggendo il giornale mosso dalla brezza. Ascolta il silenzio fumando un sigaro sotto i due pioppi nel mezzo della campagna, nel buio tenue della notte...

62°

Balabà ha la mente affollata da ricordi e non può che sorridere al dolore. Nella memoria il primo viaggio nell’inverno verso Catinaccio e Latemar, la 600 saliva lenta la stretta strada nel buio imbiancato dalla nevicata, le rosse rocce verticali delle gole strette appena illuminate dai fari, si parlava poco, tutti presi da ciò che vedevano. Nella memoria il giorno degli orali di Maturità, nel chiostro caldo e luminoso di Luglio camminava calmo, persuaso che ormai si avvicinava l’ora in cui dimostrare che i cinque anni avevano sparso in lui qualche seme, desiderava riuscire, che il passato schiudesse un futuro. Nella memoria i primi passi sulla capezzagna della terra tornata di famiglia, osservando le piccole piante di granturco, germogli d’un verde intenso, nel quali gli pareva di scorgere la vita scorrere decisa, pensò che di lì a qualche mese le avrebbe viste alte, pronte al raccolto. Nella memoria il primo giorno in cui entrò nell’aula come docente, appena intimidito dalla ventina d...

61°

Balabà vorrebbe riavere le forze per viaggiare, vedere o rivedere innumerevoli luoghi. Salirebbe a passi lenti monte Fuji, accarezzando i rami bassi dei larici, soffermandosi a riflettere sulla porta di un tempio, volgendosi a guardare i grattacieli di Tokyo nel limpido mattino d’autunno, riportando subito lo sguardo sulla vetta, scoprendosi, lieto, scintoista. Percorrerebbe di nuovo il breve sentiero che porta alla cima di Hanging Rock, alzerebbe per qualche istante la testa per vedere il cielo tra le rocce e le cime degli eucalipti sui quali riposano i koala, si piegherebbe per superare un passaggio angusto, felice. Camminerebbe accanto alla lunga cresta che si erge nel deserto e guida verso le guglie delle Chuska Mountains, respirerebbe l’aria secca del mattino, incurante del calore che si fa più intenso, ansioso di raggiungere le pendici dell’imponente cattedrale di pietra. Poserebbe ancora i piedi nudi sulla spiaggia di Stintino, osservando l’isoletta su cui si erge la torre e la ...

60°

Balabà guarda il sole sorgere e colorare il cielo di quella che vorrebbe la sua ultima alba. E’ già sorto sopra Vatulele, ha tinto di rosso l’acqua limpida della laguna racchiusa dalla barriera corallina e la sabbia candida della spiaggia profonda e le fitte palme luccicanti dell’umidità più densa della notte. E’ già sorto sopra Hakone e ha sparso il rossore sul lago e sulle rive brune, su tetti ricurvi, quelli piccoli delle case e quelli grandi degli alberghi, sui sentieri lastricati che percorrono i boschi dove già qualcuno cammina lento, assaporando l’aria fresca del mattino. E’ già sorto sopra Hong Kong, disegnando innumerevoli ombre di imbarcazioni sul canale che separa l’isola dalla terraferma, risplendendo sulle finestre dei grattacieli e insinuandosi nei seminterrati degli edifici in cui già ferve il lavoro di tanti uomini e donne. E’ già sorto sopra Corfù, ha tinto di rosso i palazzi, le strade e le piazze che ricordano Venezia, l’acqua azzurra e gelida nella piccola stretta c...

59°

Balabà può vedere dai due lati delle nuvole. Al di là piove piano sulla riva del fiume, luccica l’erba sull’argine, alta e folta, mossa appena dal vento, brillano umide le foglie dei pioppi e delle robinie, già tinte dei colori dell’autunno, se ne sente il fruscio nella brezza, un suono dolce e malinconico. Al di là risplendono le stelle, fitte nel cielo sereno, sembrano parlarsi lampeggiando nell’oscurità, risplendendo una più dell’altra, bianche gialle e rosse nel buio blu, a tratti paiono seguirsi, muoversi insieme quasi giocando. Al di là cade la neve, fiocchi grandi e radi che danzano nel vento, si posano sui rami verdi degli abeti e su quelli spogli dei larici, tingono di bianco il bosco, e cadono sull’ampia radura coprendola poco a poco di una coltre spessa e luccicante. Al di là risplende il sole ancora venato del rossore dell’alba, sparge i suoi raggi sul mare racchiuso da lunghe braccia di sabbia bianca, una spiaggia sulla quale si distendono le ombre della pineta, quasi dita...