64°
Balabà percorre la memoria, cerca ricordi sorridenti.
Si rivede agli esami della quinta elementare, risponde alle domande quasi senza rendersene conto, la mente è in parte altrove, oltre i volti dei maestri che lo interrogano e le pareti dell’aula percorsa dal sole ormai estivo, pochi minuti e ridendo uscirà di corsa dalla scuola gridando che non vi sarebbe entrato più.
Si rivede salire finalmente sull’aereo dopo le discussioni di suo padre con gli addetti che non volevano dargli posto a bordo, separandolo dalla sua famiglia per chissà quale errore dell’agenzia o dell’Alisarda. Sale infine la scaletta e ricambia felice il sorriso della hostess che gli mostra la poltroncina sulla quale vivrà la gioia del primo volo.
Si rivede seduto al tavolo di una cena natalizia ormai quasi conclusa, davanti a lui i biglietti della lotteria disposti uno accanto all’altro al posto dei piatti ormai scomparsi, sorseggia un po’ di vino sentendo i numeri che uno dopo l’altro una ragazza estrae dal canestro, impiega qualche istante per capire che ha vinto una pelliccia e ridere.
Si rivede percorrere il centro di Padova lasciando lento il guinzaglio di Doc, batuffolo rosso e bianco che cammina lento, smarrito negli odori del selciato, lasciati da altri cani. Lascia che si faccia guidare dal naso sperando che infine superi i suoi timori e sorride vedendolo sostare a orinare per la prima volta fuori dal giardino di casa.
Balabà percorre la memoria, cerca ricordi sorridenti che gli facciano dimenticare il suo presente, lo portino lontano dalla volontà di finire i suoi giorni. Anche per pochi istanti.
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