75°

Balabà guarda la punta del sigaro, la brace rossa sotto un lieve strato di cenere e ricorda altri momenti in cui ha fumato.

Soffia fuori il fumo lentamente, un velo che scivola per pochi istanti sul mare di Chia ancora illuminato dal sole di giugno che rosseggia alla destra del portico dove siede con amici, conversando del passato comune, rivivendo giorni anche lontani in modo che sparge in lui piacevole serenità.

Soffia fuori il fumo lentamente, un leggero vento lo dissolve subito, lasciandogli godere la vista dell’acqua del lago di Lugano, scura nella notte d’inverno, dal cui gelo si protegge con una coperta distesa sul suo corpo adagiato su una sdraio nel terrazzo del Grand Hotel; accanto a lui, posato su un tavolino, un bicchiere di Armagnac.

Soffia fuori il fumo lentamente ascoltando i cugini che conversano allegramente sotto il portico della sua casa di campagna che li protegge dal caldo sole del mezzogiorno di maggio avanzato. Svanito l’odore del sigaro nelle narici si diffondono i profumi dei rosai, del gelsomino e delle foglie dei pioppi.

Soffia fuori il fumo lentamente sotto la neve che cade nella notte, cammina nell’ampio parco nel cuore di Campiglio, osservando Doc che corre libero avanti e indietro, annusando le radici degli alberi e i cespugli, sollevando spesso le gambe posteriori per lasciare fiero traccia del suo passaggio.

Balabà guarda la punta del sigaro, la brace rossa sotto un lieve strato di cenere e ricorda altri momenti in cui ha fumato. Sorride lievemente nel ritrovare la memoria viva, non può impedirsi di immaginare che poco per volta svanirà. Desidera svanire presto con lei.

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