74°
Balabà lento lascia la poltrona e si avvicina alla finestra per guardare la notte.
Una notte limpida di giugno, il buio è attraversato solo dalla tenue luce delle stelle, laggiù il blu scuro del cielo sembra quasi fondersi con quello appena più chiaro del mare, quasi non si vede il chiarore delle onde che si adagiano sulla spiaggia grigia scura nell’oscurità.
Una notte nuvolosa di gennaio in cui si spegne il candore delle cime coperte di neve, nella luce assente le nubi si disegnano appena nel cielo, i loro contorni si confondono, si inseguono spinte dal vento intenso, a tratti si schiudono e appare per un attimo un lembo di luna.
Una notte umida d’autunno, lo sguardo si smarrisce nella nebbia che sale dalla terra arata e si addensa piano piano, nascondendo la distesa dei campi ormai vuoti, gli alberi spogli che sorgono qua e là, dove sono stati piantati per rompere il panorama piatto.
Una notte di un maggio ancora fresco, l’oscurità quasi totale impedisce di vedere le gemme e i fiori sui rosai e sugli alberi del giardino prigioniero della case che lo circondano, le cui finestre sono ormai buie e riflettono appena il luccichio delle stelle.
Balabà lento lascia la poltrona e si avvicina alla finestra per guardare la notte, ricordi di buio, gradevole osservare l’oscurità nel passato, trova ancora piacevole vederla alla fine di un giorno in cui gli è parso che non apparisse mai il sole.
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