73°
Balabà, alla ricerca di un po’ di benessere, solleva lentamente e distende le gambe, appoggiando i piedi sul cuscino posato sul tavolo di cristallo.
Ricorda un freddo giorno di sole in cui raggiunge la malga deserta nel finire di gennaio, a metà dell’anello di fondo percorso a ritmo deciso. Siede sulla panca addossata alla parete esposta a mezzogiorno, toglie gli sci e lentamente si distende posando le scarpe sul legno consumato.
Ricorda un mezzogiorno di giugno in cui esce dal mare avvertendo subito il calore asciugare la pelle sulla quale rimaneva il sale pungente. Svelto percorre la sabbia torrida fino al suo lettino, vicino a quelli su cui giacciono gli amici. Vi si adagia svelto osservando i piedi dai quali cade sabbia sul materassino a righe nere e gialle.
Ricorda un mattino di settembre in cui avverte ancora in bocca il sapore del caffè bevuto guardando i campi di granoturco in cui di lì a poco entrerà la trebbia per raccogliere. Siede su una sedia sotto il portico e posa i piedi su uno sgabello offrendosi al sole alto nel cielo. Guarda Doc già accovacciato accanto a lui e lo accarezza dolcemente.
Ricorda una mattina di novembre in cui cerca inutilmente le forze per uscire e raggiungere lo studio dello psicanalista per il consueto incontro settimanale. Uno scambio di sms gli consente di svolgere la seduta al telefono. Forma il numero dell’analista adagiandosi sul divano, per la prima volta avrebbe parlato con lui disteso.
Balabà, alla ricerca di un po’ di benessere, solleva lentamente e distende le gambe, appoggiando i piedi sul cuscino posato sul tavolo di cristallo. Ormai poteva adagiarsi solo lì in soggiorno e nel suo letto.
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