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Guarda le rocce grigie del fiordo dalla prua della nave. Milford Sound. Vederlo appaga un sogno. Aveva immaginato quelle ripide pareti sulle quali qua e là si ergono piante di un verde intenso e dalle quali sgorgano cascate al cui suono si abbandona sentendosi piccolo.
Guarda i vigneti a pochi passi dalla fattoria che ha alle sue spalle. Un lieve vento attenua il calore del primo pomeriggio di Giugno, lo sparge il sole nel cielo di un azzurro limpido e intenso. Annusa l’aria, distingue i profumi e guarda le colline ripide sentendosi piccolo.
Guarda la parete di roccia nel farsi del tramonto, gli piacerebbe specchiarsi nella dolomite, vedere il proprio volto tra gli infiniti colori che la dipingono. Fermo aspetta che il respiro torni normale dopo la salita. Fissa sereno la Roda di Vael sentendosi piccolo.
Guarda l’oceano che si distende pacifico nel calore del mattino di Agosto. Le onde piccole si adagiano a morire sulla sabbia chiara. Poche voci a tratti si sovrappongono al suono dell’acqua. Gli piace l’andare di quel giorno, dimentica gli altri che vive sentendosi piccolo.
Balabà accende la luce e si alza dal letto, volge lo sguardo sulle pareti e si sente grande nella stanza. La percorre sperando che oltre la porta ci sia un luogo immenso in cui smarrirsi piccolo.
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