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Ricorda le stelle libere, brillano adagiate sopra le vette del Latemar e le cime degli alberi che lo circondano nel cielo limpido e scuro, sgombro di nubi, cammina piano davanti a Villa Pio X, ascoltando il silenzio nel piacere della solitudine.
Ricorda le stelle libere, brillano fitte sulla distesa del mare calmo, le bianche minuscole creste delle onde si disegnano sulla superficie di un blu cupo, percorre lentamente la spiaggia del Lido fermandosi di continuo a guardare tutto quel luccichio.
Ricorda le stelle libere, brillano in una notte tornata limpida dopo il temporale, innumerevoli luccichii si stendono sulle foglie bagnate di granturco e barbabietole, sulla distesa dell’umida paglia dorata, un piccolo spicchio di luna non attenua il loro sfavillare.
Ricorda le stelle libere, brillano sopra il lago di Queenstown, lungo il quale cammina assaporando il piacere di vivere la notte in un luogo dal quale dovrà domani separarsi, ma serberà il ricordo della bellezza, più che mai intensa nei riflessi sulla quiete dell’acqua.
Balabà guarda le stelle racchiuse tra i tetti e il telaio della finestra, gli paiono prigioniere. Vorrebbe trovare le forze per uscire di casa e ritrovarsi in uno dei tanti luoghi in cui le ha viste libere. Felice.
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